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Archivio mensile:novembre 2014

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Artissima ha lanciato nel 2013 One Torino, un grande progetto espositivo annuale nato con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Torino e del territorio come luogo di avanguardia nella progettazione e produzione artistica, sia a livello nazionale che internazionale. La prima edizione della rassegna, realizzata in collaborazione con le maggiori istituzioni di arte contemporanea della città, ha proposto cinque progetti espositivi nei principali musei e fondazioni e in una prestigiosa sede storica nel centro di Torino, Palazzo Cavour.
La seconda edizione di One Torino consiste in un’esposizione unica e trasversale, radicata nel patrimonio sociale, politico e artistico di Torino, così come nella sua contemporaneità e nell’immaginario collettivo che evoca. La mostra si terrà in un gioiello architettonico del diciottesimo secolo: Palazzo Cavour.
Al fine di creare un progetto unico e originale in grado di coinvolgere attivamente la città e di estendere il concetto di exhibition-making e di arte contemporanea, Artissima ha invitato un curatore-non-curatore, un artista in pensione, un curioso che sa scoprire e far scoprire: Maurizio Cattelan, affiancato da Myriam Ben Salah, curatrice progetti speciali al Palais de Tokyo e Marta Papini, curatrice indipendente.
SHIT AND DIE prende la città di Torino come sua principale fonte di ispirazione: il filo narrativo della mostra è costellato da una serie di oggetti, di cui i curatori si sono impadroniti selezionandoli dalle collezioni meno convenzionali e da istituzioni affermate della città. SHIT AND DIE è concepita come la composizione più soggettiva, ossessiva, e irrazionalmente non esaustiva possibile: diverse storie, oggetti e opere d’arte si fondono in una narrazione coerente, che il visitatore può leggere come un unico racconto.
Insediato all’interno dell’architettura barocca di Palazzo Cavour, il progetto si radica in un altro tempo, quello in cui l’edificio era dimora di Camillo Benso Conte di Cavour, uomo di stato e figura di spicco nel processo di unificazione italiana. Cavour ha lasciato dietro di sé i resti fatiscenti del suo destino sia pubblico che privato, che infestano ancora le stanze del palazzo, si rivelano attraverso sottili indizi, memorie inattese e divagazioni immaginarie. Pur rivisitando la storia di Torino, la mostra suggerisce l’annullamento della storia del singolo uomo, dello spazio e della città, per estendersi a tormenti universali e a una visione sulla condizione umana in generale.
Il percorso è diviso in sette sezioni, ognuna delle quali ha come punto di partenza un oggetto specifico che fa da ancora tematica al progetto espositivo. Dal design d’interni dell’industria Olivetti alla forca del Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso”, allo scheletro del Professor Giacomini, un tempo Direttore del Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando”, alla collaborazione speciale tra Museo Casa Mollino e l’artista Yuri Ancarani: tutti questi elementi gettano una luce singolare sulla storia della città, sottolineando le sue ossessioni, i suoi feticci, i suoi segreti, messi a confronto con produzioni contemporanee. Attraverso associazioni deliberatamente fortuite e casuali, queste apportano ulteriori livelli di significato agli oggetti, creando un dialogo che distorce questi, le opere e la relazione che entrambi hanno con lo spazio.
Il progetto di Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini suggerisce un’esperienza non lineare, costellata di domande e storie stimolate dall’intreccio tra le opere, lo spazio e la città.
La mostra è corredata da una pubblicazione, edita dalla casa editrice Damiani, che non si limita a commentare il percorso espositivo, bensì lo estende, arricchendolo di approfondimenti, suggestioni visive e contributi di artisti, filosofi e scrittori.
La mostra SHIT AND DIE sarà aperta al pubblico dal 6 novembre 2014 e terminerà l’11 gennaio 2015.
Nell’attesa: shitndie.tumblr.com
PALAZZO CAVOUR Via Camillo Benso Conte di Cavour, 8 – Torino
Orario durante la fiera: 6 novembre, ore 12 – 20; dal 7 al 9 novembre, ore 10 – 20. Sabato 8 novembre (Notte delle Arti Contemporanee): apertura straordinaria fino alle ore 23.
Orario al termine della fiera: martedì – mercoledì – venerdì – sabato – domenica, ore 11 – 19; giovedì, ore 15 – 21; lunedì chiuso.

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DARIO MOLINARO
è nato a Foggia nel 1985, vive e lavora a Milano.
E’ laureato in Decorazione presso l’Accademia delle Belle Arti di Foggia con una tesi in critica dell’arte.
Risultato di molteplici contaminazioni e ispirazioni, il lessico visivo di Dario Molinaro si costruisce su un crocevia particolarmente fertile.
Caratterizzato dall’utilizzo di diverse tecniche – dalla china, alla grafite, fino alle tecniche miste che comprendono tempera, matite colorate, acquerello e olio – le opere dell’autore si distinguono per il trapelare di una certa “musicalità” della composizione, in cui l’alternarsi di pieni e vuoti, di segno bidimensionale e figure a tutto tondo, di prospettive deviate e svariati piani di rappresentazione costituisce la peculiarità e la forza del messaggio artistico, modellato attraverso una sintassi assolutamente personale che mette in relazione segni, visioni metaforiche, riferimenti all’attualità o alla storia dell’arte con un universo simbolico evocante memorie arcane e archetipiche. Tra le mostre collettive recenti ricordiamo: “2000Maniacs – The Big Instant Painting Show”, a cura di L. Boisi e A. Bruciati, Art Verona | Art Project Fair; Verona, “Mucchio Selvaggio parte III”, D406 Fedeli alla Linea; Modena, “SPIRITO ITALIANO ATTO V” a cura di Annalisa Bergo, Fabbrica Borroni; Bollate (MI), “Carta Canta”, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano, “PostQards”, a cura di Marta Cereda, Circoloquadro, Milano, “ART MOSCOW – INTERNATIONAL CONTEMPORARY ART FAIR”, stand rivaartecontemporanea – the Central House of Artists, Moscow, “P2P / Proud to present #01 Panorama”, a cura di A. Beretta, Circoloquadro, Milano, “L’Arte che aiuta i bambini”, a cura di I. Quaroni, AAM 2013 – Spazio Eventiquattro Gruppo Il Sole 24 Ore, Milano. L’ultima personale è del 2013: “Sotto le palpebre ingombre”, Spazio Elastico, Bologna.